Visualizzazioni totali

mercoledì 16 marzo 2011

La pittura di Bruno Nardi

Quel che colpisce nella pittura di Bruno Nardi è la magia della luce, della luce vivificante, onirica e solare dei suoi paesaggi, dipinti nell’ alternarsi delle stagioni, nella rotazione delle colture e e dei lavori agricoli.

I suoi paesaggi rispecchiano le sue intime emozioni, le suggestioni e i suggerimenti che gli provengano dal luminoso , e “numinoso” spettacolo della Natura, che la sua generosa terra toscana gli offre in un infinito caleidoscopio di panorami, di vedute, di angoli, di scorci di unica ed edenica bellezza.

La sua è una pittura decisamente paesaggistica, che per molteplici aspetti, pare spingersi fino ai confini e alle blasonate ascendenze dei pittori “macchiaioli” , è reinterpretata da Nardi, con un suo personalissimo stile cromatico e descrittivo di moderna “fraganza”. Questo artista, possiede uno stile essenziale, nitido, pulito, sereno, di grande resa visiva, da cui traspare in modo inequivocabile la sua abilità tecnica, nel “raccontare” e nel proporre i suoi paesaggi con tutta la passionalità di innamorato della bellezza incantata dei suoi luoghi di sogno e di fiaba.

Sinuosi e leggiadri profili di colline toscane ricoperte di tenui colori primaverili, di messi dorate, nudità di “crete” trafitte da solinghi cipressi, rigogliosi filari di generosi e nobili vigneti, arature di campi, geometrie di colture, bucolici scenari agresti, sereni orizzonti su cui affacciare la nostra anima per spaziare nell’ infinito e su onirici scorci di antichi borghi e solitari casolari, trovano nell’ampie e sapienti campiture dei colori la realizzazione di quei “paesaggi del cuore”, di cui Nardi è maestro e in cui viene la voglia di indugiare e di sperdersi con lo sguardo per apprezzarne tutta la bellezza e la grazia.

Patrizio Spinelli

martedì 15 marzo 2011